Il dolore al petto che segnala un cuore che riceve meno ossigeno del necessario: un campanello d'allarme da non ignorare.
L'angina pectoris è un dolore o un senso di oppressione al petto causato da un'ischemia temporanea del muscolo cardiaco: il cuore, in quel momento, riceve meno sangue di quanto gli serva.
Si distingue un'angina stabile, che compare in modo prevedibile con lo sforzo o le emozioni e passa in pochi minuti con il riposo, da un'angina instabile, che si presenta a riposo, è nuova o peggiora rapidamente: quest'ultima è un'emergenza, perché può precedere un infarto.
Nella maggior parte dei casi è causata dalla cardiopatia ischemica. Più raramente dipende da uno spasmo delle coronarie o da altre malattie del cuore, come la stenosi della valvola aortica.
Le placche aterosclerotiche riducono il flusso: a riposo basta, sotto sforzo no.
Una contrazione improvvisa della parete dell'arteria può causare angina anche a riposo, spesso di notte.
Sforzo fisico, freddo, pasti abbondanti, forti emozioni: aumentano il lavoro del cuore e la richiesta di ossigeno.
Dolore al petto che non passa dopo qualche minuto di riposo, o che compare a riposo: chiama subito il 112 / 118. Non guidare fino al pronto soccorso.
Il racconto dei sintomi è fondamentale; gli esami confermano l'ischemia e ne valutano l'estensione. Dettagli nella pagina Esami.
Spesso normale tra un episodio e l'altro, è comunque il punto di partenza della valutazione.
Riproduce in sicurezza le condizioni in cui compare il dolore, registrando l'ECG durante l'esercizio.
Ecocardiogramma da stress, scintigrafia, risonanza o TC coronarica, scelti in base al singolo caso.
Indicata quando gli esami suggeriscono restringimenti importanti o nell'angina instabile.
Riducono il lavoro del cuore o dilatano le coronarie; il medico indica anche i nitrati da usare al bisogno durante una crisi.
Antiaggreganti e statine proteggono dalle complicanze, in particolare dall'infarto.
Angioplastica con stent o bypass quando i sintomi persistono nonostante i farmaci o i restringimenti sono critici.
No: anche muscoli, esofago, stomaco o polmoni possono dare dolore toracico. Solo il medico può distinguere le cause; in caso di dolore intenso o prolungato, però, va sempre chiamato il 112 / 118.
Sì, ma con un programma concordato con il cardiologo, che indica intensità e limiti sulla base del test da sforzo. L'esercizio regolare migliora la tolleranza allo sforzo.
Il medico di medicina generale prescrive con l'impegnativa la visita cardiologica e gli esami, da prenotare tramite il CUP con il ticket dove previsto. La malattia coronarica può dare diritto all'esenzione per patologia cronica; alcuni farmaci richiedono un piano terapeutico e, dopo procedure di rivascolarizzazione, può essere indicata la riabilitazione cardiologica.
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