Un'emergenza in cui ogni minuto conta: riconoscere i sintomi e chiamare subito il 112 salva il muscolo cardiaco e la vita.
L'infarto miocardico è la morte di una parte del muscolo cardiaco causata dall'interruzione improvvisa del flusso di sangue in un'arteria coronaria, quasi sempre per un trombo che si forma sulla rottura di una placca aterosclerotica.
Senza ossigeno le cellule del cuore iniziano a danneggiarsi in pochi minuti. Più a lungo l'arteria resta chiusa, più esteso è il danno: per questo il tempo tra l'inizio dei sintomi e la riapertura del vaso è decisivo.
L'infarto è la manifestazione più grave della cardiopatia ischemica e può complicarsi con aritmie pericolose, fino all'arresto cardiaco, o con lo scompenso cardiaco.
Una placca aterosclerotica nella coronaria si fissura; sulla lesione si forma un trombo che chiude il vaso.
Fumo, colesterolo alto, ipertensione, diabete, obesità, sedentarietà e familiarità: gli stessi della cardiopatia ischemica.
Spasmo delle coronarie, dissezione spontanea di una coronaria, embolie o forte squilibrio tra richiesta e apporto di ossigeno.
I sintomi possono essere intensi o sfumati. In caso di dubbio è sempre meglio chiamare i soccorsi.
Se la persona perde coscienza e non respira normalmente, inizia il massaggio cardiaco e fai cercare un defibrillatore (DAE).
La diagnosi deve essere rapidissima: ECG ed esami del sangue guidano la scelta del trattamento. Vedi anche la pagina Esami.
È il primo esame, spesso eseguito già in ambulanza: distingue i tipi di infarto e indica l'urgenza della riapertura della coronaria.
Proteina rilasciata dal muscolo cardiaco danneggiato: il suo aumento nel sangue conferma l'infarto.
Mostra quali zone del cuore si contraggono male e valuta la funzione del ventricolo e le eventuali complicanze.
Individua l'arteria chiusa e permette di riaprirla subito con l'angioplastica.
L'obiettivo immediato è riaprire la coronaria il prima possibile; poi si previene un nuovo evento.
Nei centri con emodinamica attiva h24 la coronaria viene riaperta con palloncino e stent: è il trattamento di riferimento.
Antiaggreganti, anticoagulanti nella fase acuta, statine, beta-bloccanti e altri farmaci che proteggono il cuore nel tempo.
Nei primi giorni il paziente è monitorato per riconoscere e trattare subito aritmie e altre complicanze.
Esercizio guidato, educazione e supporto psicologico favoriscono il recupero e riducono il rischio di nuovi eventi.
Sempre il 112 / 118. L'ambulanza può eseguire subito l'ECG, trasmetterlo ai cardiologi, avviare le cure e portare il paziente direttamente all'ospedale con emodinamica, risparmiando tempo prezioso. In auto non si è protetti in caso di aritmie gravi.
Molte persone riprendono le attività abituali. Tempi e modalità dipendono dall'estensione del danno e dagli esami di controllo: li stabilisce il cardiologo, spesso al termine della riabilitazione cardiologica.
L'intervento in emergenza tramite il 112 / 118 e il ricovero sono a carico del SSN. Dopo la dimissione il medico di medicina generale prescrive con l'impegnativa visite ed esami di controllo, da prenotare tramite il CUP; la condizione può dare diritto all'esenzione dal ticket per patologia cronica. Alcuni farmaci richiedono un piano terapeutico e la riabilitazione cardiologica è prevista nel percorso di cura.
Scopri la sub-specializzazione che accompagna il recupero dopo un infarto e aiuta a prevenire nuovi eventi.