L'infiammazione del muscolo cardiaco: spesso lieve e transitoria, talvolta seria, richiede diagnosi accurata e riposo dallo sport.
La miocardite è un'infiammazione del miocardio, il muscolo che permette al cuore di contrarsi e pompare il sangue.
Nella maggior parte dei casi è provocata da un'infezione virale, spesso comparsa pochi giorni o settimane prima con febbre, mal di gola o sintomi intestinali. Può colpire a qualsiasi età, ma è più frequente nei giovani adulti e negli uomini.
Il decorso è molto variabile: molte forme guariscono completamente, altre possono causare aritmie o una riduzione della funzione del cuore. Per questo è importante una diagnosi tempestiva e un controllo nel tempo.
Sono la causa più comune: virus respiratori e intestinali possono raggiungere il cuore e scatenare la reazione infiammatoria.
In alcune malattie del sistema immunitario le difese dell'organismo attaccano anche il tessuto cardiaco.
Raramente la miocardite è legata a reazioni a farmaci, a terapie oncologiche o a sostanze tossiche come alcol e droghe.
I sintomi possono essere lievi e simili a quelli di un'influenza, oppure più evidenti. I più comuni sono:
Dolore toracico intenso, svenimento, palpitazioni con affanno o malessere grave sono urgenze: chiama il 112 / 118.
La diagnosi combina visita, esami del sangue ed esami del cuore. Approfondisci nella pagina Esami.
Può mostrare alterazioni tipiche dell'infiammazione o aritmie. Spesso si integra con un Holter.
La troponina indica sofferenza del muscolo cardiaco; gli indici di infiammazione aiutano a valutare l'attività della malattia.
Valuta la forza di contrazione del cuore e la presenza di versamento pericardico.
È l'esame non invasivo più accurato per riconoscere l'infiammazione e le cicatrici del miocardio. Nei casi selezionati si ricorre alla biopsia.
La cura dipende dalla causa e dalla gravità; nelle forme più serie si svolge in centri con esperienza.
Nelle forme lievi si raccomanda riposo e la sospensione dell'attività sportiva per alcuni mesi, fino alla rivalutazione.
Si trattano lo scompenso e le aritmie se presenti; in forme specifiche si usano terapie che agiscono sull'infiammazione.
Le forme gravi possono richiedere il ricovero in terapia intensiva cardiologica e supporti specialistici al circolo.
In molti casi sì, completamente. Alcune persone sviluppano però conseguenze come aritmie o riduzione della funzione cardiaca, che richiedono controlli e terapie nel tempo.
In genere dopo alcuni mesi e solo dopo una rivalutazione cardiologica con esami come ECG, Holter, test da sforzo ed eventualmente risonanza. Per lo sport agonistico serve la nuova idoneità.
Il medico di medicina generale prescrive visita ed esami con l'impegnativa elettronica, prenotabili tramite il CUP con il ticket dove previsto. Nelle forme acute si accede attraverso il Pronto Soccorso; i controlli successivi sono programmati dal centro che ha seguito il ricovero.
Risonanza ed ecocardiografia sono decisive per diagnosticare e seguire la miocardite.